Contraffazione in Cina

Contraffazione in Cina

Contraffazione in Cina. Come si batte la contraffazione in Cina quando si trattano prodotti tecnologici Contraffazione in Cina: come affrontare il problema Fondata nel 2006 a Singapore da un giovane ingegnere, Ryan Lee, con molte idee innovative e pochi capitali, la Xmi Ltd produce e distribuisce nel mondo altoparlanti portatili, gli X-mini dotati di batterie ricaricabili, la cui sofisticata tecnologia audio permette di ottenere un suono di elevata qualità. Malgrado il prezzo abbastanza alto, il prodotto ha avuto da subito un grande successo, ma non erano passati neanche sei mesi dalla messa in produzione dell’X-mini che cominciarono ad arrivare a Ryan Lee richieste di riduzione del prezzo da parte dei suoi distributori in Europa, ai quali veniva offerta un’imitazione che sembrava esattamente uguale all’originale, ma aveva un prezzo molto più basso di questo. A quel punto Ryan Lee si rese conto che la sua idea era stata “rubata” e che non si era mosso con sufficiente cautela in Cina, dove fin dal primo momento aveva dislocato la produzione dei suoi X-mini. Il rischio di contraffazione è infatti uno dei rischi, sicuramente il più temuto dalle imprese, che derivano dalla scelta di produrre in Cina. Ciò nonostante, l’attrattiva della Cina come paese dove cercare il partner manifatturiero è grande, specialmente per i prodotti ad alta tecnologia. E’ noto infatti che la Cina è il paese più competitivo per la produzione di hardware, sia per le sue vaste risorse, che per le economie di scala che consente, ma soprattutto per l’elevato numero di lavoratori specializzati nel campo. In una recente intervista, Lee, raccontando la sua esperienza con le imprese manifatturiere cinesi, dice che al momento di decidere dove produrre, aveva anche preso in considerazione paesi come l’Indonesia e il Vietnam, ma che alla fine optò per la Cina per via dei costi