Problemi di Comunicazione – Fornitori cinesi

Problemi di Comunicazione – Fornitori cinesi

Problemi di Comunicazione Problemi di Comunicazione – Quando si fanno affari con la Cina e non si parla la stessa lingua del fornitore cinese oppure la sua conoscenza della lingua italiana o inglese è limitata, il rischio di fraintendimenti è considerevole. L’uso di traduttori automatici come Google non risolve i problemi, anzi spesso li accentua notevolmente. Ammettiamo che tu abbia comunicato chiaramente i tuoi requisiti al fornitore, e poniamo che lui abbia indicato di averli capiti. Il modo in cui il fornitore ha interpretato quello che hai detto può essere molto diverso da quello che volevi dire. E se questo si traduce nella produzione di merci diverse da ciò che si aspetta, hai sicuramente un grosso problema da risolvere. Cercando di negoziare per averwe i tuoi prodotti ri-lavorati può essere un incubo. E, a parte le difficoltà linguistiche, le differenze di comunicazione non verbale possono anche causare problemi. Ad esempio, se si estende il pollice e il mignolo, mantenendo le tre dita centrali sul vostro mano piegata, nel mondo occidentale, questo gesto, il più delle volte, significa fare una telefonata. In Cina però, quel gesto indica il numero sei. Quindi c’è un notevole potenziale di incomprensione. E questo è solo un esempio delle molte migliaia di possibilità di confusione che esistono tra gli occidentali e le loro controparti cinesi. La cosa migliore è quello di coinvolgere una azienda che possa agire da ponte tra te e il tuo fornitore cinese e che può aiutare nelle trattative. Il momento migliore per far entrare in gioco degli esperti è prima di iniziare eventuali trattative con il fornitore cinese in modo da poter aumentare la probabilità che le tue merci arrivino esattamente come le hai ordinate. Per ovviare ai problemi di comnunicazione – e non solo – Fattoincina.com ha preparato un pacchetto di

Piccole Aziende Importatrici dalla Cina

Piccole Aziende Importatrici dalla Cina

Piccole Aziende Importatrici dalla Cina Aziende importatrici dalla Cina – vi sono molti piccole aziende importatrici dalla Cina che, in quanto tali, si trovano a dover fronteggiare alcuni rischi sconosciuti alle aziende che lavorano con budgets più grandi. Abbiamo identificato questi rischi e, i cinque principali, sono i seguenti: Possibilità di controllare la qualità della merce solo a cose fatte. Se il valore dell’ordine non supera i 10.000 euro, non sono facilmente giustificabili ispezioni di controllo qualità mentre è in corso la produzione, in aggiunta all’ispezione finale a campione. Per ordini di questo importo quindi normalmente sarà possibile controllare la qualità della merce solo a produzione ultimata. Bisogna mettere in conto perciò che ogni tanto una partita di merce risulterà invendibile senza possibilità di riparazione. Subappalto non autorizzato. Molto spesso i produttori cinesi, sia per fronteggiare picchi produttivi sia per ridurre i costi (le imprese subappaltatrici hanno infatti generalmente una struttura organizzativa più leggera e possono praticare prezzi più bassi) subappaltano gli ordini minori ad aziende più piccole. La maggior parte dei problemi di qualità si verifica però proprio in queste circostanze. E’ necessario quindi inserire nel contratto una clausola che vieti espressamente il subappalto o almeno obblighi l’impresa a chiedere l’autorizzazione preventiva del committente (che non dovrebbe darla se non è in grado di controllare l’affidabilità della ditta subappaltatrice!) Aumenti di prezzo ingiustificati comunicati a pochi giorni dalla consegna. Un altro rischio che possono correre le piccole aziende importatrici dalla Cina che gestiscono da sole il rapporto con la ditta cinese è trovarsi di fronte ad improvvisi aumenti di prezzo della merce a pochi giorni dalla consegna o ad altri giochetti di questo tipo. Non è molto corretto dal punto di vista di un occidentale, ma per i cinesi fa parte del “gioco del commercio”. Quindi il consiglio è

Internazionalizzazione della propria impresa

Internazionalizzazione della propria impresa

Internazionalizzazione della propria impresa Gli imprenditori che intendono iniziare ad internazionalizzare la propria impresa e che arrivano in Cina per partecipare alle molte fiere che vi vengono organizzate spesso indossano occhiali con lenti rosa. Si trovano campioni di prodotto carini e venditori sorridenti. I prezzi sono spesso più bassi di quanto previsto. E ci si intrattiene con considerazioni tipo “se così tanti altri acquirenti stranieri lavorano con loro, di sicuro non corro rischi enormi.” Il fatto è che molti importatori ci hanno rimesso la camicia in Cina, anche se non lo gridano ai quattro venti. E gli acquirenti prendono pochissime precauzioni sui primi ordini che fanno. Un commento che ho spesso sentito dai miei clienti è: “Avrei voluto sapere tutto questo quando ho iniziato a comprare in Cina!”. Ecco perché ho pensato di pubblicare una lista delle “brutte sorprese” più comuni, alcune “verità” che ogni importatore prima o poi si trova a dover scoprire da sé: Troppo piccolo per interessare un buon produttore Può sembrare semplicistico, ma spesso la seguente equazione descrive realisticamente la situazione relativa dei produttori: più grandi = più organizzati = migliore qualità = prezzi più alti = minor flessibilità Tipicamente la storia delle fabbriche cinesi è questa: all’inizio l’azienda è gestita dal proprietario e dalla sua famiglia e comincia a lavorare praticando prezzi molto bassi. Man mano che cresce il fatturato, la struttura aziendale si amplia fino a raggiungere qualche centinaio di dipendenti. A questo punto, con la gestione professionale dell’impresa si avrà maggiore complessità, mezzi tecnici e capacità di soddisfare i clienti più esigenti, ma anche la lievitazione dei costi fissi. Cosicché per il piccolo importatore, fondamentalmente, sono disponibili due opzioni: a. Rivolgersi ad una grande azienda. Il problema è che se l’ordine è piccolo, non sarà possibile ottenere l’attenzione dal management. Significa che il